Il Trust – Disciplina fiscale

La disciplina fiscale del Trust nel nostro ordinamento viene introdotta per la prima volta con la Finanziaria 2007. Infatti, sino ad allora non esisteva una normativa specifica che disciplinasse il regime fiscale del Trust, per cui era necessario rifarsi ad indicazioni dottrinali e giurisprudenziali, oltreché alla prassi amministrativa.
L’intervento legislativo di cui alla legge finanziaria, pur rispondendo all’esigenza di colmare una lacuna che da tempo era stata segnalata fra gli operatori del settore, ha regolamentato l’imposizione diretta dell’istituto, lasciando invece irrisolto il problema della imposizione indiretta.

Imposte Dirette
In dottrina e nella prassi amministrativa si è posto il problema di individuare, tra i vari attori del trust, il soggetto al quale devono essere astrattamente attribuiti i redditi prodotti.
Con la legge finanziaria del 2007 viene espressamente previsto l’assoggettamento ad IRES dei redditi maturati dal Trust, e che gli stessi debbono essere imputati ai soggetti beneficiari, se individuati. L’art. 1, comma 74, lett. a), della legge n. 296 del 2006, inserisce accanto gli enti commerciali assoggettati ad IRES, di cui all’art.73, comma 1, lett. b), del Tuir, anche i Trust, ed identica operazione viene effettuata con riferimento ai soggetti che non hanno per esercizio esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (lett. c, comma 1, art.73 del Tuir). Ne deriva l’assoggettamento ad IRES dei redditi maturati dal Trust, sempre che gli stessi non vengano imputati ai soggetti beneficiari.
Pertanto, come precisato anche nella circolare ministeriale n.48/E del 06.08.2007, la nuova formulazione dell’art. 73 individua, ai fini della tassazione, due principali tipologie di Trust:
– Trust con beneficiari di reddito individuati, i cui redditi vengono imputati per trasparenza ai beneficiari (trust trasparenti);
– Trust senza beneficiari di reddito individuati, i cui redditi vengono direttamente attribuiti al trust medesimo (trust opachi).
Dopo aver determinato il reddito del Trust, il trustee indicherà la parte di esso attribuito al Trust, sulla quale il Trust stesso assolverà l’IRES, nonché la parte imputata per trasparenza ai beneficiari, su cui questi ultimi assolveranno le imposte sul reddito.
Il Trust, sia esso “trasparente” o “opaco”, è tenuto ad adempiere gli specifici obblighi previsti per i soggetti IRES, ad iniziare dall’obbligo di presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, oltre a dotarsi di un codice fiscale e, qualora eserciti attività commerciale, di una propria partita IVA.
Tutti gli adempimenti tributari del Trust sono assolti dal Trustee; ad esso faranno anche carico le sanzioni per il mancato rispetto dei relativi obblighi. Se invece la figura del Trustee è realizzata da una società, gli adempimenti dichiarativi dovrebbero essere di competenza del suo rappresentante legale.
La legge Finanziaria 2007 ha inoltre provveduto a modificare l’art. 13 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, includendo i trust tra i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sia che essi esercitino attività commerciale sia che essi esercitino attività non commerciale.

Imposte Indirette
Imposta di Registro: L’atto istitutivo con il quale il disponente esprime la volontà di costituire il Trust, se redatto con atto pubblico o con scrittura privata autenticata sarà soggetto all’imposta di registro in misura fissa quale atto privo di contenuto patrimoniale.

Trasferimento dei beni nel Trust
Il trattamento varia in funzione del soggetto che effettua il trasferimento e della tipologia di bene trasferito.

Beni relativi all’impresa
Il trasferimento, comportando la destinazione dei beni a finalità estranea all’impresa, determina per il disponente imprenditore il conseguimento di componenti positivi di reddito da assoggettare a tassazione (ricavi o plusvalenze/minusvalenze, sulla base del valore normale dei beni trasferiti). Se il trasferimento in Trust ha ad oggetto un’azienda, questo può essere effettuato in regime di neutralità fiscale a condizione che il Trustee assuma il complesso di beni agli stessi valori fiscalmente riconosciuti in capo al disponente.

Beni diversi da quelli relativi all’impresa
Il trasferimento al Trust in assenza di corrispettivo non genera materia imponibile ai fini della imposizione sui redditi, né in capo al disponente non imprenditore né in capo al Trust o al trustee.
Con il trasferimento di titoli partecipativi il Trustee acquisisce l’ultimo costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione. Se, però, i titoli sono detenuti nell’ambito di un rapporto amministrato, l’intermediario abilitato applica le relative imposte.

Cessione dei beni In-trust
Relativamente alla cessione dei beni durante la vita del Trust, la circolare chiarisce che nel caso il trasferimento sia effettuato non nell’esercizio dell’impresa, potranno realizzarsi, ricorrendone i presupposti, plusvalenze tassabili come redditi diversi, per la determinazione delle quali dovrà farsi riferimento ai valori fiscalmente riconosciuti in capo al disponente, oppure, nel caso di cessioni di beni acquistati dal Trust, al prezzo pagato.

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